[S-fotografie] CFP: La fotografia social. Teorie, pratiche, estetiche ed esperienze dell'immagine digitale

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Dom 25 Mar 2018 22:10:57 CEST


LA FOTOGRAFIA SOCIAL.
TEORIE, PRATICHE, ESTETICHE ED ESPERIENZE DELL’IMMAGINE DIGITALE

Università della Tuscia - Società Italiana per lo studio della Fotografia (SISF)
 
Viterbo– 21-22 settembre 2018

CALL FOR PAPERS

L’obiettivo del Convegno è promuovere una discussione interdisciplinare sulla fo
tografia, attraverso l’interrogazione del suo specifico rapporto con le tecnolog
ie digitali e con i social media.
Non si tratta più di discutere sulla canonica dicotomia tra analogico e digitale
, bensì, a causa della sovrabbondanza di testi visivi e delle immagini “social”,
 è necessaria una riflessione comune per ridefinire in maniera profonda lo statu
to stesso della fotografia, i suoi usi e i suoi significati, di riscrivere i pun
ti fondamentali del suo stato dell’arte. Sono profondamente mutati i modi e i te
mpi della produzione, della distribuzione e del consumo di fotografie che, grazi
e alle applicazioni di messaggistica come Whatsapp e a social network come Insta
gram, Facebook e Twitter, invitano a ridefinire i discorsi sui generi del visivo
, a partire da concetti classici come l’estetica e il valore sociale della rappr
esentazione fotografica. Allo stesso tempo, le caratteristiche endemiche dei dis
positivi digitali – principalmente la connettività, la smaterializzazione dei su
pporti di registrazione e la vocazione partecipativa – sembrano disporsi come l’
origine e il destino dei processi sociali, culturali e comunicativi che hanno lu
ogo nelle reti sociali contemporanee. In questo scenario la fotografia da un lat
o, appare come uno specifico territorio di elaborazione degli immaginari più inn
ovativi, talvolta utopici, connessi alle mutazioni sociali, politiche e cultural
i in atto; dall’altro, nella sua dimensione storica e mnestica – anche se con le
 “Storie” di Instagram e Snapchat assistiamo a un cambio radicale anche in quest
o senso – è uno dei principali luoghi di mediazione entro cui la cultura contemp
oranea rinegozia la propria eredità visuale e iconografica, i suoi rapporti con 
la memoria, l’ideologia, le tecnologie e le estetiche dell’era industriale.

Il convegno intende pertanto analizzare le questioni sollevate, raccogliendo i c
ontributi di studiosi, accademici, ricercatori e professionisti provenienti da d
iversi campi di ricerca, dalle discipline filosofiche e semiotiche, sino a quell
e sociali, culturali e mediologiche. In particolare il convegno intende approfon
dire i seguenti temi:

1.	Genealogie, storie e archiviazione
Con l’esplosione della cultura visuale all’interno delle reti digitali e dei soc
iali media, la fotografia ha potenziato la sua tradizionale capacità di essere “
luogo” della narrazione della contemporaneità, o meglio ancora il suo contenuto 
più efficace. La fotografia è strumento e fonte di storie e discorsi e, come dim
ostrano diversi studi di impianto storico, mediologico, culturale, e più di rece
nte quelli relativi agli ambiti di ricerca introdotti dalla Public History, si p
one oggi con rinnovata rilevanza come ambito d’elezione per l’indagine storico-s
ociale. Le narrazioni di storia politica, sociale e memoria pubblica, così come 
gli archivi privati e istituzionali, gli album di famiglia, i ritratti personali
 e l’immaginario individuale, rappresentano una costellazione profondamente segn
ata dall’immagine fotografica, a cui studiosi e ricercatori continuano ad atting
ere per indagare i fenomeni più significativi della contemporaneità. In tal sens
o, questa sezione intende approfondire la funzione della fotografia di disporsi 
come palinsesto di documenti storici e allo stesso modo come medium capace di in
formare il punto di vista stesso del ricercatore, il cui lavoro è sicuramente fa
cilitato dalla maggiore disponibilità di determinati tipi di immagini caricate d
irettamente online e raggruppate grazie a etichette tematiche, meglio conosciute
 come tag.
•	Archivi. Accessibilità, funione e potenzialità.
•	Public History. Narrazione di comunità tra locale e globale.
•	Memorializzazione. Riuso consapevole e visuale della fonte fotografica.
•	Storia dell’immagine. Storia dell’immagine e cultura fotografica attraverso gl
i strumenti social.

	2. Social network, vita quotidiana e cultura fotografica
La fotografia social narra le pratiche del quotidiano per affermare la sua verid
icità, offuscando il confine tra pubblico e privato che, in questa prospettiva, 
muta e si ridefinisce in una più ampia dimensione “relazionale” sperimentata in 
passato attraverso pratiche artistiche innovative, assumendo un’estensione di ma
ssa, per molti versi inedita.
Al centro di ogni scatto social c’è sempre il corpo, immerso in attività semplic
i o più mondane come la partecipazione a eventi di interesse globale. Ciò che im
porta in questa sede è l’incidenza della retorica visiva social mediatica sulla 
percezione dell’immagine corporea, sui processi  di costruzione identitaria, sui
 ruoli e sulle relazioni di genere, che sfociano nelle forme di vita irreggiment
ate all’interno di frame scanditi dai vari stili comunicativi dei social network
, assurti a spazi di riconoscimento e di rappresentazione del sé.
•	Immagini quotidiane. Memorie, luoghi e storie, tra pubblico e privato.
•	Influencers, igers & co. Impatto dei social media sull’immagine corporea di ge
nere e la moda; sul rapporto con il cibo e l’esperienza di viaggio.
•	Citizen journalism e veridicità amatoriale. La retorica visiva dei social netw
ork come fonte dei media generalisti.
•	Meme. Le fotografie come condensato virale di senso.

	3. Estetica e sperimentazione
La fotografia, sin dalla sua comparsa, ha costantemente animato il dibattito mul
tidisciplinare. 
Le differenti “letture” del medium fotografico, dal famoso saggio di Baudelaire 
in poi, passando per Benjamin, si sono alternativamente interessate alla natura 
della riproduzione fotografica, e ai suoi effetti sul piano culturale e sociale.
 Da un lato si è sviluppato un filone di studi dedicato all’ontologia dell’immag
ine fotografica, votato a cogliere la capacità di questa tecnologia di determina
re un’oggettività essenziale del mondo senza l’apparente intervento creativo del
l’uomo. Dall’altro, alcuni contributi teorici, specialmente quelli che hanno lav
orato sul punto d’intersezione tra le discipline filosofiche e quelle sociali, h
anno rilevato la capacità della fotografia di imporre un valore espositivo alla 
rappresentazione; di definire a livello sociale ciò che è “fotografabile”; di ge
nerare un intreccio simbolico tra fotografo, simulacro e occhio dello spettatore
; e di imporre un nuovo codice visivo in virtù dell’ampliamento e della modifica
 dei criteri visivi dello spettatore operata dal medium fotografico. Questa pred
isposizione della fotografia nel creare “discontinuità” trova nella diffusione d
el digitale un paradossale momento di rinnovamento. Questa sezione intende dunqu
e gettare uno sguardo nel complesso novero di fenomeni che, partendo dalle speri
mentazioni nate nell’ambito delle tecnologie digitali, stanno radicalmente modif
icando i criteri estetici della fotografia.

•	La sperimentazione digitale. Replicabilità, postproduzione, traducibilità.
•	Valore delle rappresentazioni. Nuove forme relazionali tra fotografo, oggetto 
e spettatore.
•	Nuove estetiche. La rivoluzione dei criteri “social”.
•	Oggettivo-Soggettivo. Come cambia lo sguardo sul mondo.

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Le proposte di paper devono includere: nome, affiliazione con indirizzo, un curr
iculum e l’indirizzo email del/dei proponente/i, un titolo, 3 key-words e un abs
tract che non superi le 500 parole in italiano o in inglese.

Termine per l’invio delle proposte: 30 maggio 2018 a sisf2018 a unitus.it 
Notifica di accettazione: 30 giugno 2018
Iscrizione al convegno entro: 30 luglio 2018
I paper completi dovranno essere inviati entro 1 settembre 2018 a sisf2018 a unitu
s.it 

Le relazioni al Convegno avranno una durata di 20 minuti, mentre i paper saranno
 pubblicati nel volume degli atti. 
La lingua ufficiale del Convegno è l’italiano, ma sono ben accetti anche testi i
n inglese, francese e spagnolo. 


Coordinamento scientifico
Giovanni Fiorentino
Giacomo Daniele Fragapane
Lucia Miodini
Roberta Valtorta

Comitato organizzatore
Chiara Moroni
Ilenia Imperi
Agnese Bertolotti
Elisa Spinelli




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