R: Rif: [S-fotografie] scatti nei musei

Claudia Cavatorta claudia.cavatorta a unipr.it
Gio 13 Feb 2014 15:59:44 CET


Buongiorno a tutti, 

 

mi inserisco nella discussione per informarvi riguardo alla politica tenuta
dal CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di
Parma.

 

Nella nostra Sala Consultazione è permesso fotografare, naturalmente senza
l’impiego di flash o lampade di qualsiasi tipo. Nel modulo di accesso, che
tutti i visitatori devono obbligatoriamente firmare, è però scritto che le
immagini da loro realizzate possono essere utilizzate soltanto per studio.
In caso di pubblicazione o esposizione gli utenti si impegnano a richiedere
un’autorizzazione specifica. Quando pervengono le richieste di
autorizzazione (per pubblicazione o esposizione, solitamente si tratta di
uso per la composizione di pannelli didattici, proiezioni ecc..), si
preferisce fornire una riproduzione realizzata dal nostro Laboratorio
Fotografico, sostanzialmente per un controllo qualitativo dell’immagine. Se
si tratta di materiale del quale non si detengono i diritti, si indirizza la
richiesta al proprietario, che se lo ritiene opportuno può anche richiedere
un compenso. Naturalmente quest’ultimo passaggio non è sempre semplicissimo,
perché non è sempre facile individuare e contattare gli aventi diritto. 

 

Altro problema è l’autorizzazione a riprendere all’interno di mostre e
all’interno della nostra sede. Oltre al tema della ‘difesa’ degli impianti
di sicurezza, per noi la maggiore fonte di preoccupazione è la tutela
dell’immagine delle opere, cioè il rischio di diffusione incontrollata di
riprese inadeguate, che potrebbero in qualche modo modificare o snaturare
l’opera stessa, magari alterando forma e colore. Soprattutto per questo
motivo si è sempre preferito vietare l’uso di dispositivi fotografici
all’interno delle mostre organizzate dal CSAC e all’interno della nostra
sede.

 

Diverso ancora è il caso di prestito di opere per mostre organizzate da
altri. In questo caso la scelta non può che essere di chi gestisce gli spazi
espositivi. E’ pur vero che si attua una sorta di ‘selezione’ (con la
collaborazione della Soprintendenza e dunque del Ministero, che vaglia
l’adeguatezza delle sedi) e che gli autori viventi vengono comunque avvisati
ogni volta che una loro opera viene prestata ed esposta.

 

Vorrei chiudere con una riflessione personale: penso che, data la rapida
evoluzione della tecnologia e dunque dei suoi utilizzi, la rincorsa ad
individuare comportamenti universalmente validi e opportuni possa essere
fonte di grande frustrazione… Al contrario, l’osservazione del modo in cui
le immagini vengono prodotte, riprodotte e fatte circolare mi sembra ancora
molto molto interessante!

 

Giusto oggi è in corso l’allestimento della mostra delle foto vincitrici di
questo concorso, in pratica una selezione di scatti realizzati all’interno
della Galleria Nazionale di Parma e delle altre raccolte (museali,
archivistiche e biblioteca Palatina) ospitate nel Palazzo della Pilotta:

 

http://www.parmabeniartistici.beniculturali.it/galleria-nazionale-di-parma/e
ntraescatta-il-concorso-fotografico-della-pilotta/

 

Un cordiale saluto a tutti

 

Claudia Cavatorta

CSAC – Università di Parma

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