Rif: [S-fotografie] scatti nei musei

Barbara Cattaneo barbara.cattaneo a gmail.com
Mer 12 Feb 2014 13:56:54 CET


A volte partecipo alle aperture straordinarie dei musei fiorentini, copro i
turni scoperti dei colleghi della vigilanza (io sono restauratrice).
Non è affatto semplice far capire ai turisti il divieto di scattare, visto
che in tutti grandi musei si può impugnare Iphone o macchina fotografica
senza grandi problemi.  A noi è sempre stato passato il messaggio del
divieto come problema di sicurezza, oltre a quello di eventuali copyright
di cui nessuno in verità si preoccupa, visto che occorrerebbero
attrezzature ben diverse per le riprese di alta qualità. Per sicurezza
intendo dire che qualcuno in malafede, approfittando degli scatti innocui,
potrebbe documentare gli impianti e i sistemi di sicurezza. ciò non toglie
che i criminali professionisti probabilmente non se ne vanno in giro con
uno smartphone in mano, o per lo meno, immagino io, non si servono solo di
quello per pianificare un furto o altro.

Sono felicissima che anche in Italia si permetta di fare fotografie nei
musei, perché è un modo per promuovere i musei stessi attraverso i social e
gli scambi spontanei tra fruitori, oltre a contribuire alla nostra memoria,
sempre più visiva e meno verbale rispetto al passato. Personalmente scatto
tantissimo, piccole cose, memo per le emozioni che sto vivendo.

Sono stata a Madrid, giusto settimana scorsa: al Prado si può fotografare
liberamente, eppure poche persone fotografavano. Ho riflettuto su questo
dato, mettendolo al confronto con il Louvre visitato un paio di anni fa. A
Parigi i visitatori guardavano le opere attraverso le proprie macchine,
occhiate dirette di sfuggita per poi passare alla foto successiva,
piuttosto che all'opera successiva. Credo si tratti di tempo ed educazione,
passato l'entusiasmo iniziale si tornerà a guardare le opere e a
selezionare accuratamente gli scatti e a selezionare le emozioni.


Un caro saluto a tutti

Barbara Cattaneo

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