[S-fotografie] Fototeca IsIAO

Lucio Terracciano lterracc a unina.it
Mar 19 Mar 2013 10:11:59 CET


Cari tutti,

ho letto con molto interesse l’intervento di Oscar Nalesini e mi associo all’espressione di Elvira Tonelli: “l’ennesima triste storia italica ...”.

Vorrei far girare l’informazione anche su Facebook (i social network sono abbastanza utili per queste cose, ma nessuno si illuda che possa bastare questo).

Mi chiedo se non si possa creare una pagina specifica, dedicata a questa Istituzione posta in liquidazione.

Lo farei io ma, a parte il fatto che non sono un grande “smanettone”, non ho neanche sufficienti informazioni, oltre quelle che gentilmente ci ha fornito Oscar Nalesini.

Che ne pensate?

Lucio Terracciano

From: Oscar Nalesini 
Sent: Monday, March 18, 2013 5:03 PM
To: s-fotografie a liste.racine.ra.it 
Subject: Re: [S-fotografie] Fototeca IsIAO

Rispondo volentieri alla domanda di Elvira. Per farmi comprendere meglio, devo però annoiarvi con un po' di storia. L'IsIAO nasce nel 1995 dalla fusione di due enti: L'Istituto italiano per l'Africa e l'Istituto italiano per il Medio ed Estremo Oriente (IsMEO), ognuno con la sua brava biblioteca e - ovviamente - archivio fotografico. Mentre l'italo-africano ha sempre gestito in proprio la sua fototeca, che è rimasta nella sede di Via Aldrovandi, l'IsMEO la aveva affidata, assieme ai propri reperti archeologici e alla documentazione grafica dei suoi cantieri, al Museo Nazionale d'Arte Orientale, dove queste cose sono tutt'ora depositate. Le due sezioni fotografiche dell'IsIAO, di conseguenza, hanno continuato ad essere gestite separatamente nonostante il proprietario fosse divenuto nel frattempo unico. 

Nel novembre del 2011, l'ultimo giorno del governo Berlusconi, i ministri Fratini e Tremonti hanno firmato il decreto di liquidazione amministrativa coatta dell'IsIAO. Sorvolo su come si sia arrivati al dissesto finanziario (circa 3 milioni di debiti); alcune opinioni sono leggibili sul sito  http://isiaoghost.wordpress.com/. Posso però darvi per quasi certo che i costi di liquidazione sono pari, e forse superiori, al ripianamento del debito. In pratica, dal bilancio dello stato uscirà il doppio del valore del debito con l'unico scopo di eliminare quel che avevamo. L'Istituto era sotto il controllo del Ministero degli Esteri, e così un diplomatico in pensione è stato nominato commissario liquidatore, e la Farnesina è la naturale erede del patrimonio. 

All'inizio il commissario sembra volesse vendere entrambi per pagare i debiti, ma fortunatamente è intervenuta la Direzione regionale dei beni culturali e ha vincolato tutto.  Ha invece potuto mandare al macero l'intero magazzino di pubblicazioni dell'Istituto. Come Museo sono intervenuto e ho recuperato il possibile, tra cui i libri dell'ex Istituto per le relazioni Italo-Arabe (circa 2000 titoli, diverse edizioni dell'Ottocento in lingua araba) che ora sto sistemando per inserirle nella biblioteca del Museo.

L'ipotesi ora favorita dal commissario(sostenuta dal Quirinale: vedi articolo su IL Messaggero del 26 febbraio: I tesori della Storia italiana, di Eric Salerno; per inciso pieno di errori) è creare una fondazione con capitali privati e con la funzione di supporto all'attività diplomatica; alla fondazione andrebbe anche la gestione di archivi e biblioteca, benché di argomento in larga parte non compatibile con questo indirizzo. Si vuole in sostanza eliminare tutte le ricerche in campo storico, archeologico, linguistico, religioso, ecc. del precedente istituto. I capitali, però, non sono ancora arrivati. 

Nel frattempo, la maggior parte dei soci dell'ex IsIAO ha dato vita qualche mese fa a un'altra associazione denominata Associazione internazionale per lo studio del Mediterraneo e dell'Oriente (per ridare vita alla sigla IsMEO). Naturalmente, essa non vanta alcun diritto sul patrimonio dell'istituto in via di scioglimento.

Ma passiamo agli archivi.
La parte africana, così come la biblioteca dell'Istituto, è da allora inaccessibile (noi siamo riusciti ad avere alcune foto per una mostra sullo Yemen recentemente chiusa, ma è un caso).
La sezione asiatica, invece, essendo rimasta al Museo, è ancora consultabile, compreso il Fondo di Tucci, e lo resterà fino a quando non si saprà quello che la proprietà vuol farne. Se qualcuno è interessato a consultarlo non ha che da chiedere. L'inventario del Fondo Fotografico Tucci è rimasto consultabile sul sito web a lui dedicato (giuseppetucci.isiao.it) sino a fine febbraio scorso. Tenteremo di rimetterne on-line una parte a lato dei lavori per la pubblicazione dell'opera omnia di Giuseppe Tucci, i cui lavori sono iniziati.
Se qualcuno desidera ulteriori dettagli, non ha che da chiederli

Un caro saluto a tutti

Oscar Nalesini
Museo Nazionale d'Arte Orientale
Via Merulana 247
00185 Roma
tel. 0646974846
oscar.nalesini a beniculturali.it




Il 18/03/2013 16.20, Elvira Tonelli ha scritto:

  Salve a tutt*
  Mi sono imbattuta in una ennesima italica triste storia:  quella dell' IsIAO (Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente ) posto in liquidazione a inizio 2012.
  L'Istituto, insieme a cartoteca e bilbioteca, conservava una corposa fototeca 
  che wikipedia descrive in due sezioni:
  Sezione africana: la raccolta, ereditata dal Ministero delle Colonie, comprende circa quattrocentomila stampe fotografiche e ventimila negativi
  Sezione orientale: cinquecentomila foto prodotte nel corso delle missioni dell’Istituto. Circa dodicimila sono frutto delle spedizioni di Giuseppe Tucci nella regione himalayana, con foto uniche di monumenti tibetani non più esistenti.
  mi chiedevo se qualcuno sapesse che fine ha fatto questo materiale...
  saluti e salute a tutt*
  Elvira 


  Elvira Tonelli
  La Fototeca 
  via Andrea da Faenza, 3 40129 Bologna
  Tel 051 6313018 Fax 051 363135 
  email fototeca a fototeca.it 
      
  Contact me:  lafototeca
  Web http://www.fototeca..it





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