Rif: Re: [S-fotografie] Fototeca IsIAO

Silvia.Paoli a comune.milano.it Silvia.Paoli a comune.milano.it
Lun 18 Mar 2013 18:12:12 CET


Comunico, se può essere utile, che la biblioteca dell'Istituto dovrebbe
avere fatto un accordo per la consultazione con l'Università degli Studi di
Milano. In merito, si può chiedere meglio al Conservatore delle Raccolte
Extraeuropee dei Musei del Castello Sforzesco, Dr.ssa Carolina Orsini
(carolina.orsini a comune.milano.it).

Cordialmente


Dr.Silvia Paoli
Conservatore Civico Archivio Fotografico
Direzione Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche
Musei del Castello Sforzesco
20121 Milano
Tel. +39.02.88463740
Fax.+39.02.88463811
cell. +39.335.1428238
SKYPE ID: silvia.paoli2



Da:	Oscar Nalesini <o.nalesini a tiscali.it>
Per:	s-fotografie a liste.racine.ra.it
Data:	18/03/2013 17.04
Oggetto:	Re: [S-fotografie] Fototeca IsIAO
Inviato da:	s-fotografie-bounces a liste.racine.ra.it



Rispondo volentieri alla domanda di Elvira. Per farmi comprendere meglio,
devo però annoiarvi con un po' di storia. L'IsIAO nasce nel 1995 dalla
fusione di due enti: L'Istituto italiano per l'Africa e l'Istituto italiano
per il Medio ed Estremo Oriente (IsMEO), ognuno con la sua brava biblioteca
e - ovviamente - archivio fotografico. Mentre l'italo-africano ha sempre
gestito in proprio la sua fototeca, che è rimasta nella sede di Via
Aldrovandi, l'IsMEO la aveva affidata, assieme ai propri reperti
archeologici e alla documentazione grafica dei suoi cantieri, al Museo
Nazionale d'Arte Orientale, dove queste cose sono tutt'ora depositate. Le
due sezioni fotografiche dell'IsIAO, di conseguenza, hanno continuato ad
essere gestite separatamente nonostante il proprietario fosse divenuto nel
frattempo unico.

Nel novembre del 2011, l'ultimo giorno del governo Berlusconi, i ministri
Fratini e Tremonti hanno firmato il decreto di liquidazione amministrativa
coatta dell'IsIAO. Sorvolo su come si sia arrivati al dissesto finanziario
(circa 3 milioni di debiti); alcune opinioni sono leggibili sul sito
http://isiaoghost.wordpress.com/. Posso però darvi per quasi certo che i
costi di liquidazione sono pari, e forse superiori, al ripianamento del
debito. In pratica, dal bilancio dello stato uscirà il doppio del valore
del debito con l'unico scopo di eliminare quel che avevamo. L'Istituto era
sotto il controllo del Ministero degli Esteri, e così un diplomatico in
pensione è stato nominato commissario liquidatore, e la Farnesina è la
naturale erede del patrimonio.

All'inizio il commissario sembra volesse vendere entrambi per pagare i
debiti, ma fortunatamente è intervenuta la Direzione regionale dei beni
culturali e ha vincolato tutto.  Ha invece potuto mandare al macero
l'intero magazzino di pubblicazioni dell'Istituto. Come Museo sono
intervenuto e ho recuperato il possibile, tra cui i libri dell'ex Istituto
per le relazioni Italo-Arabe (circa 2000 titoli, diverse edizioni
dell'Ottocento in lingua araba) che ora sto sistemando per inserirle nella
biblioteca del Museo.

L'ipotesi ora favorita dal commissario(sostenuta dal Quirinale: vedi
articolo su IL Messaggero del 26 febbraio: I tesori della Storia italiana,
di Eric Salerno; per inciso pieno di errori) è creare una fondazione con
capitali privati e con la funzione di supporto all'attività diplomatica;
alla fondazione andrebbe anche la gestione di archivi e biblioteca, benché
di argomento in larga parte non compatibile con questo indirizzo. Si vuole
in sostanza eliminare tutte le ricerche in campo storico, archeologico,
linguistico, religioso, ecc. del precedente istituto. I capitali, però, non
sono ancora arrivati.

Nel frattempo, la maggior parte dei soci dell'ex IsIAO ha dato vita qualche
mese fa a un'altra associazione denominata Associazione internazionale per
lo studio del Mediterraneo e dell'Oriente (per ridare vita alla sigla
IsMEO). Naturalmente, essa non vanta alcun diritto sul patrimonio
dell'istituto in via di scioglimento.

Ma passiamo agli archivi.
La parte africana, così come la biblioteca dell'Istituto, è da allora
inaccessibile (noi siamo riusciti ad avere alcune foto per una mostra sullo
Yemen recentemente chiusa, ma è un caso).
La sezione asiatica, invece, essendo rimasta al Museo, è ancora
consultabile, compreso il Fondo di Tucci, e lo resterà fino a quando non si
saprà quello che la proprietà vuol farne. Se qualcuno è interessato a
consultarlo non ha che da chiedere. L'inventario del Fondo Fotografico
Tucci è rimasto consultabile sul sito web a lui dedicato
(giuseppetucci.isiao.it) sino a fine febbraio scorso. Tenteremo di
rimetterne on-line una parte a lato dei lavori per la pubblicazione
dell'opera omnia di Giuseppe Tucci, i cui lavori sono iniziati.
Se qualcuno desidera ulteriori dettagli, non ha che da chiederli

Un caro saluto a tutti

Oscar Nalesini
Museo Nazionale d'Arte Orientale
Via Merulana 247
00185 Roma
tel. 0646974846
oscar.nalesini a beniculturali.it




Il 18/03/2013 16.20, Elvira Tonelli ha scritto:
      Salve a tutt*
      Mi sono imbattuta in una ennesima italica triste storia:  quella
      dell' IsIAO (Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente ) posto in
      liquidazione a inizio 2012.
      L'Istituto, insieme a cartoteca e bilbioteca, conservava una corposa
      fototeca
      che wikipedia descrive in due sezioni:
      Sezione africana: la raccolta, ereditata dal Ministero delle Colonie,
      comprende circa quattrocentomila stampe fotografiche e ventimila
      negativi
      Sezione orientale: cinquecentomila foto prodotte nel corso delle
      missioni dell’Istituto. Circa dodicimila sono frutto delle spedizioni
      di Giuseppe Tucci nella regione himalayana, con foto uniche di
      monumenti tibetani non più esistenti.
      mi chiedevo se qualcuno sapesse che fine ha fatto questo materiale...
      saluti e salute a tutt*
      Elvira


      Elvira Tonelli
      La Fototeca
      via Andrea da Faenza, 3 40129 Bologna
      Tel 051 6313018 Fax 051 363135
      email fototeca a fototeca.it

      Contact me: lafototeca
      Web http://www.fototeca..it





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