[S-fotografie] RE: Comma 29

Pierangelo Cavanna pierangelo.cavanna a libero.it
Mer 12 Ott 2011 16:07:11 CEST


Contrariamente al caro Antonello, non condivido affatto quello che ha scritto Serge Noiret.

"Ma come?  - sento già il sommesso coro - non sei anche tu contro B. e tutta questa casta politica? "Ma non mi dire..." Ma come - si prosegue ad 
libitum - non credi anche tu che...? "Ma proprio non lo avrei mai immaginato! "E io che invece pensavo..." E così via, in un'ondeggiante vociare.

Domande ovvie e retoriche, quindi banali, come sono ormai ovvie (e da quasi) 20 anni le obiezioni, la repulsione i timori per le derive populiste a 
autoritarie che questa 'cultura' politica rappresenta così efficacemente. Politica che non ci rappresenta (non ci ha mai rappresentato), ma alla quale 
come italiani (e qui Noiret ha inevitabilmente ragione) non siamo stati capaci o non abbiamo voluto opporci.

E allora? E allora tutte queste non mi paiono delle ragioni sufficienti per stare zitti, e non solo perché pur avendo cittadinanza italiana non ho mai 
votato per B. Inoltre, posso garantirlo a Noiret: la mia prima mail non nasceva dalla necessità di sentirmi meno solo, ma lo ringrazio comunque per la 
sua benevolenza: sono lieto di sapere che questo scambio di opinioni (il primo da molto, troppo tempo sulla lista) "personalmente non lo disturba", ma 
voglio ribadire con forza e con orgoglio che la mia  concezione della politica non contempla le suddivisioni in compartimenti stagni che lui sembra 
prevedere (se non ho frainteso). E' politica anche (e ci mancherebbe!) riflettere su, difendere e rivendicare la propria liberta di espressione e i 
luoghi dove farlo; è politica cercare di fare al meglio il proprio lavoro e pretendere di essere messi nelle condizioni di farlo. E' politica proporsi 
di aggregare persone intorno alla discussione dei problemi che le riguardano. E' politica scendere in piazza per difendere le proprie opinioni, il 
proprio diritto al lavoro, alla vita. E' politica anche votare, per chi ci crede. E non penso proprio che tutte queste cose si escludano reciprocamente.

Ciò su cui mi piacerebbe chiamare Noiret (e chi condivide le sue riflessioni) a un confronto è una riflessione intorno alla differenza tra ciò che lui 
chiama, giustamente, sfogo (categoria a cui, senza offesa, mi pare appartenga proprio la sua mail) e una riflessione politica (e la parola in italiano 
ha un'accezione molto ampia e profonda,  certo impoverita negli ultimi decenni) intorno alle condizioni del fare, ai pericoli del subire, tra i quali 
(forse i maggiori) sono proprio l'indifferenza o il mugungo interpersonale.

Grazie comunque a Noiret però, per aver contribuito a mantenere viva questa discussione (oltre che per tutti i suoi contributi e segnalazioni, sempre 
molto utili), ma forse - su questi temi - meglio sarebbe che la prossima volta individuasse con più chiarezza i bersagli dei suoi strali.

Pierangelo Cavanna

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