[S-fotografie] Comma 29

Stefano Caciolli stefanocaciolli a hotmail.com
Gio 6 Ott 2011 09:16:04 CEST




Si può soltanto essere d'accordo con Cavanna e con il resto della società civile che è costretta da un governo del malaffare a subire violenti attacchi alla democrazia in ogni sua forma, a partire dall'informazione fino alla certezza della pena passando per l'uguaglianza della legge per tutti i cittadini.

Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011

Cara lettrice, 
  caro lettore,

in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non 
  poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è 
  stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi 
  leggere esiste ed è solo nascosta, ma c'è il rischio che fra poco si sia 
  costretti a cancellarla davvero.

Disegno di legge - Norme in materia di 
  intercettazioni telefoniche etc.], p. 24, alla lettera ''a)'' del comma 29 
  recita:

«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e 
  periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono 
  pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse 
  caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa 
  visibilità della notizia cui si riferiscono.»


Negli ultimi 10 anni, 
  Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della 
  Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova 
  e immensa enciclopedia multilingue e gratuita.

Oggi, purtroppo, i 
  pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi 
  contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal '''comma 29''' del 
  cosiddetto '''DDL intercettazioni'''.

Tale proposta di riforma 
  legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, 
  prevede, tra le altre cose, anche l'obbligo per tutti i siti web di 
  pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica 
  su qualsiasi contenuto che ''il richiedente'' giudichi lesivo della propria 
  immagine.

Purtroppo, la valutazione della "lesività" di detti contenuti 
  non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione 
  del soggetto che si presume danneggiato.

Quindi, in base al comma 29, 
  chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata 
  giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà 
  arrogarsi il diritto — '''indipendentemente dalla veridicità delle 
  informazioni ritenute offensive''' — di chiedere l'introduzione di una 
  "rettifica", volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto 
  delle fonti presenti.

In questi anni, gli utenti di Wikipedia 
  (ricordiamo ancora una volta che '''Wikipedia non ha una redazione''') sono 
  sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato 
  in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di 
  chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di 
  neutralità e indipendenza del Progetto. Nei ''rarissimi'' casi in cui non è 
  stato possibile trovare una soluzione, l'intera pagina è stata 
  rimossa.

Dichiarazione Universale dei Diritti 
  dell'Uomo<br/>Articolo 27

«Ogni individuo ha diritto di prendere 
  parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e 
  di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.

Ogni 
  individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali 
  derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli 
  sia autore.»

L'obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite 
  previste dal ''comma 29'', senza poter addirittura entrare nel merito delle 
  stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una 
  inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale 
  limitazione snatura i principi alla base dell'''Enciclopedia libera'' e ne 
  paralizza la modalità ''orizzontale'' di accesso e contributo, ponendo di 
  fatto fine alla sua esistenza come l'abbiamo conosciuta fino a 
  oggi.

Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le 
  tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell'onore e dell'immagine di 
  ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in 
  tal senso dall'articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di 
  diffamazione.

Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i 
  lettori dai rischi che discendono dal lasciare all'arbitrio dei singoli la 
  tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di 
  legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete 
  sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o 
  personaggi, anche solo per "non avere problemi".

'''Vogliamo poter 
  continuare a mantenere un'enciclopedia libera e aperta a tutti. La ''nostra'' 
  voce è anche la ''tua'' voce: Wikipedia è già neutrale, perché 
  neutralizzarla?'''

''Gli utenti di 
Wikipedia''


 		 	   		  
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