R: [S-fotografie] RE: culture dei media oggi, a proposito di Simoncelli + una riflessione senza punto di arrivo

Simona Guerra info a simonaguerra.com
Gio 3 Nov 2011 13:34:04 CET


Una riflessione senza punto di arrivo:

Ieri ero in macchina. Davanti a me, al semaforo, c'era un furgoncino di
quelli che consegnano bibite e patatine ai bar e ai ristoranti. Sul retro
degli sportelli c'era la fotografia di Marco Simoncelli che teneva in mano
una busta di patatine di una ditta molto nota. La scritta diceva qualcosa
come "Mangio la patatina 'X' e parto. Ciao Marco. Uno di noi." (o una cosa
simile).
Io sono rimasta davvero disgustata al vedere come questo poveretto sia stato
"usato" da una delle ditte che sponsorizzava con la sua tuta e la sua moto,
anche dopo morto.
Più che un saluto ho visto un abuso.
Detto ciò, credo che gli uomini considerati "eroi" in questo pessimo tempo
in cui viviamo siano cambiati e con loro i parametri con cui vengono, dalle
masse, ritenuti tali.
Per me, che non so apprezzare il motociclismo e non lo seguo, Simoncelli è
una giovane vita spezzata come se ne spezzano ogni giorno, purtroppo, mentre
credo che davvero pochi ricorderanno la morte di Cassese e di molti altri
dando a questa perdita il giusto peso. Sì, forse è solo una questione di
peso... due pesi e due misure. Forse quel che vorrei è che tutti "pesassero"
allo stesso modo, e invece no. 
Forse sono io in errore quando penso che Simoncelli sia "solo" una vita
spezzata?...

Simona Guerra

Simona Guerra
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-----Messaggio originale-----
Da: s-fotografie-bounces a liste.racine.ra.it
[mailto:s-fotografie-bounces a liste.racine.ra.it] Per conto di Noiret, Serge
Inviato: giovedì 3 novembre 2011 11:00
A: S-FOTOGRAFIE a RACINE.RA.IT
Oggetto: [S-fotografie] RE: culture dei media oggi, a proposito di
Simoncelli

Il 22 ottobre se n'è andato anche Antonio Cassese. Per la storia
dell'Italia, dell'Europa e del mondo fu il primo presidente del Tribunale
Penale Internazionale per l'ex Jugoslavia all'Aia (1993-97).
(http://www.antoniocassese.it/) Inoltre era una persona umanamente squisita,
sempre disponibile e sorridente oltre che un fino intellettuale e un
eccellente giurista internazionalmente riverito.  Personalmente sono
profondamente scosso. Non ho pensato però farne partecipi gli amici della
lista perché forse, il rapporto di Cassese alla fotografia si limitava alla
visione delle prove a carico, immagini di corpi violati e trucidati e delle
testimonianze video dei sopravvissuti durante i processi per crimini contro
l'umanità. Ma riflettendoci bene, l'avrei potuto fare perché sia Simoncelli
che invece è stato ricordato in lista, sia Cassese, erano, in un modo molto
diverso, partecipi della cultura visiva delle nostre società.

Ricordare Simoncelli e non Cassese, vedere fiumi di cittadini al funerale di
un giovane motociclista, è difatti  un segno molto chiaro dei tempi in qui
viviamo e del lascito che la cultura dell'effimero televisivo ha prodotto
socialmente e ben oltre la penisola. Con questo, non voglio dire che tutti i
morti non hanno diritto al rispetto e che la nostra compassione non viene
data a familiari ed amici che rimangono. Il mio intervento (delicato)
intende invece riflettere sulla cultura dei media visivi oggi,  un altro
piano del discorso, quello della scelta della commemorazione e della
sottolineatura del pathos collettivo come viene trasmessa pubblicamente dai
media. Tanti giovani spericolati e ignoti perdono drammaticamente la vita
ogni giorno sulle strade d'Italia con due o quattro ruote e anche persone
fondamentali per la communita nazionale ed internazionale come Cassese.
Tuttavia, i morti non hanno lo stesso peso sociale e culturale. Ricordarne
alcuni e non altri "pubblicam!
 ente", segna profondamente le scelti di una società dello spettacolo
televisivo oltre che il ruolo dei media che si fanno promotori di quelle
scelte. A me personalmente hanno profondamente colpito le due modalità
mediatiche molto diverse di ricordare due persone molto diverse. 

Anche questa lista è comunicazione e media in questo senso e il mio
intervento - e, voglio ripetere a scanso di equivoci, per non essere
frainteso e per non dare esito a polemiche che non intendo suscitare qui,
non ovviamente "contro" chi si sente scosso per una morte piuttosto che per
un'altra -, vuole riflettere, se possibile, su come l'effimero nelle società
di oggi, veicolato con immagini icone che sono in questo caso il tremendo
incidente in una corsa di motociclette, sia di per sé una questione centrale
della -e delle- cultura dell'immagine fissa ed in movimento che permea la
nostra quotidianità e suscita alcune nostre emozioni e non altre.

Serge Noiret


-----Original Message-----
From: s-fotografie-bounces a liste.racine.ra.it
[mailto:s-fotografie-bounces a liste.racine.ra.it] On Behalf Of Damiano Dora
Sent: 25 October 2011 14:11
To: diego.mormorio a libero.it; S-FOTOGRAFIE a RACINE.RA.IT
Subject: R: [S-fotografie] CIAO, SIC

Rispondo, perchè motociclista.
Ci mancherà il Sic. Ci mancherà la sua passione. Quella passione che muove
il mondo dei motori. Passione, in generale, che muove il Mondo.
Ciao Sic.
Un saluto a V.

Dora
 
 -----Messaggio originale-----
Da: s-fotografie-bounces a liste.racine.ra.it
[mailto:s-fotografie-bounces a liste.racine.ra.it] Per conto di
diego.mormorio a libero.it
Inviato: domenica 23 ottobre 2011 23.32
A: S-FOTOGRAFIE a RACINE.RA.IT
Oggetto: I: [S-fotografie] CIAO, SIC




Scusate. Qualcuno forse non sa chi era Marco Simoncelli.

Era un ragazzo simpaticissimo e un grande campione del motociclismo. 
La sua morte ci lascia tutti più poveri. 

L'Italia è terra di motori. Sui motori viaggia un po' della grandezza
italiana.
I motori fanno parte della nostra arte, del nostro saper fare.
Sic col motore ci sapera fare, come pochi. 

Aspettando altri ragazzi come lui, lo piangiamo. Con tutto il cuore.

Ciao, Sic. Continueremo a volerti bene. A pensarti.

Domani, salendo sulle Honda come sulle Ducati, girando la chiave di
accensione, vedremo il tuo sorriso. Sulle strade andremo più piano, ma in
pista, i migliori cercheranno di somigliarti. 






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