[S-fotografie] La battaglia tra la metafotografia fotodinamista e il Futurismo.

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Dom 19 Lug 2009 21:43:02 CEST


La battaglia tra la metafotografia fotodinamista e il Futurismo 
Un’ipotesi di lettura semiotica della contesa tra Futurismo e Fotodinamismo
di Gerardo Regnani
Il Futurismo, con la sua lotta al passatismo, ha offerto un contributo di rilievo per la costruzione dell’immaginario tecnologico del tempo, ma non solo di quello e non solo allora. Lo ha offerto anche attraverso una delle sue espressioni più peculiari: il Fotodinamismo. Tra il Fotodinamismo e il Futurismo non c’e’ stata però una relazione tra le più felici a causa dell’iniziale contrasto degli esponenti della pittura futurista nei confronti del medium fotografico. Ciò è avvenuto sebbene il Fotodinamismo, fra l’altro per la sua miscela di estetica e pseudoscientificita’, abbia anche assunto le forme di una riflessione metadiscorsiva sul mezzo fotografico in un momento nodale per lo sviluppo delle Avanguardie storiche. In quel periodo, infatti, le fotodinamiche sono non di rado sembrate anche significativamente in grado di condensare e veicolare le aspirazioni e i contrasti del Futurismo, potendo forse persino incarnare le vesti di uno strategico attante volto a sostenere, piuttosto che a contrastare, la causa e i valori del movimento futurista.
L’avvento del movimento, come è noto, ha coinciso con una fase di ulteriore sviluppo scientifico e tecnologico. Di questo processo evolutivo caratteristico della modernita’, mediante una pluralita’ di media - cinema, fotografia, pittura, scultura, teatro, ecc. – il Futurismo ha dato una sua peculiare chiave di lettura, che è stata in grado di anticipare evoluzioni successive anche nel mondo dell’arte. In particolare, per mezzo della fotografia – attraverso sguardi complementari a quelli di altre forme espressive, talora anche con connotazioni metadiscorsive - ha fatto inoltre emergere progressivamente tutta una serie di anfratti del reale, altrimenti invisibili all’apparenza, che Walter Benjamin ha poi definito con l’efficace e fortunata formula di inconscio ottico: un mondo altro che appare attraverso l’apparecchio fotografico in maniera talvolta profondamente diversa da quella che sembra invece mostrarsi all’occhio umano, almeno a un primo sguardo superficiale.
A questo processo di rivelazione ha contribuito, dunque, anche il Fotodinamismo, come provano pure le teorizzazioni di A. G. Bragaglia inserite nel suo celebre Fotodinamismo futurista del 1913.
Nonostante ciò, la critica iniziale dei futuristi verso la fotografia rimase fondamentalmente la stessa, tesa a sottolineare l’incapacita’ del medium di raffigurare artisticamente il flusso percepibile della realta’, realizzando piuttosto immagini pietrificate e, pertanto, lontane dalla dinamicita’ concreta del mondo reale, apparentemente ben rappresentata, invece, da altre forme espressive e/o artistiche del tempo. Un è stato, quello della fotografia, che ai pittori futuristi è apparso come un difetto insuperabile, soprattutto per un mezzo tecnologico che avrebbe avuto anche delle velleita’ artistiche. Tuttavia, secondo Lista, il Fotodinamismo ha comunque rappresentato, sul fronte fotografico, una delle espressioni probabilmente più idonee a esprimere adeguatamente la causa e i valori del Futurismo. 
E, probabilmente, non è del tutto inverosimile ipotizzare che l’avversione dei futuristi nei confronti del Fotodinamismo fosse plausibilmente alimentata anche da una sorta di non chiara consapevolezza delle possibili strategiche potenzialita’ di questa peculiare lingua franca universale che sembra tuttora essere la fotografia, ad esempio in veste di ulteriore testimone della visione del Futurismo. 
Proprio partendo da tale presupposto, il rapporto conflittuale dei futuristi con la fotografia, basato sulla ritenuta incapacita’ del medium di offrire uno sguardo realmente artistico e dinamico della fusione tra arte e vita proprio del Futurismo (inclusa ovviamente la sua variabile fotodinamista), può forse essere letto anche da un’altra angolazione, vale a dire, senza entrare (in questa versione)  in eccessivi tecnicismi, quella offerta dall’analisi semiotica (cfr., volendo, anche la versione ampliata, completa di immagini e schemi, ai link: http://www.comuniclab.it/, http://gerardo-regnani.myblog.it/). 
In questa prospettiva, la ipotizzata (dai futuristi) non artisticita’ del Fotodinamismo, da un lato, e la staticita’ apparente delle raffigurazioni fotografiche tradizionali del moto dall’altro, poste in relazione con i valori del Futurismo, potrebbero essere cosi’ riassunte: 
 
non artisticita’/fissita’ : Fotodinamismo/fotografia tradizionale = artisticita’/dinamicita’ : Futurismo,
 
o
 
riproducibilita’/staticita’/oggettivita’ : fotografia in genere = unicita’/dinamismo/interpretazione creativa (soggettivita’) : arte.
 
Ciņ premesso, la salma condensata nella rigida istantanea fotografica tradizionale potrebbe essere stata ipotizzata dai futuristi come una sorta di strumento malefico, un astratto attante e/o strumento tecnologico nemico che, se posto nelle mani dei fotodinamisti - inizialmente considerati al pari di Anti-Eroi/Oppositori ostili alla causa del Futurismo -, avrebbe finito per contrastare pericolosamente il processo evolutivo del movimento futurista stesso. 
Per tale ragione, nella problematica relazione intervenuta tra l’artisticita’ e l’idea di dinamismo apparentemente veicolato dall’arte futurista e la sua presunta assenza, invece, nel Fotodinamismo, si potrebbe quindi ipotizzare una forma di potenziale distacco dagli obiettivi del Futurismo stesso - l’artisticita’ e il dinamismo, appunto - rappresentata dalla presupposta inadeguatezza della fotografia a veicolare un’espressione artistica della dinamicita’. In questo scarto tra il desiderio dei futuristi di realizzare una rappresentazione artistica caratterizzata da una visione interpretativa (soggettiva) del dinamismo e l’apparente incapacita’ della fotocamera di renderne un’analoga e idonea raffigurazione attraverso il Fotodinamismo – a causa della fissita’ insita nell’automatico congelamento della realta’ e della conseguente, presunta, oggettivita’ e non artisticita’ veicolata dalla fotografia - emergerebbe un vero e proprio disequilibrio, una simbolica, quanto drammatica e insanabile ferita. Questo handicap, avrebbe reso uno strumento nocivo per il Futurismo qualsiasi statica istantanea e, per metonimia, la fotografia nel suo complesso, incluso il Fotodinamismo. 
Eppure, proprio considerando questa questione della non artisticita’ e della fissita’ della fotografia in genere, il Fotodinamismo era stato immaginato da A. G. Bragaglia proprio come una risposta ideale, una rivoluzione la defini’, in campo fotografico, per la risoluzione di tale dramma comunicativo del medium. 
Solo il superamento, quindi, di quel vero e proprio duplice difetto congenito della fotografia tradizionale (non artisticita’, staticita’), avrebbe dunque potuto rendere possibile la promozione del Fotodinamismo alla condizione di espressione artistica conforme agli standard del Futurismo. 
E il Fotodinamismo avrebbe infatti desiderato diventare proprio un esemplare ed efficace mezzo rivoluzionario per la causa del Futurismo. In quest’ottica, i fotodinamisti avrebbero assunto la funzione di braccio armato del Futurismo - e non di antagonisti - scesi in campo per ri-creare quell’artisticita’ e dinamismo apparentemente assenti in precedenza nelle immagini fotografiche, ricongiungendo idealmente il Futurismo a un oggetto di valore che nella fotografia tradizionale sembrava impossibile da raffigurare. Di conseguenza, la lotta ingaggiata dai fotodinamisti sarebbe riconfigurabile come volta al raggiungimento del nobile scopo di ripristinare quell’artisticita’ e dinamismo comuni nelle altre forme artistiche futuriste e apparentemente assenti nella fotografia. Dando vita, quindi, attraverso lo strumento magico del Fotodinamismo, a una rappresentazione fotografica del gesto artistica e dinamica, il medium fotografico è stato finalmente piegato a uno uso più consono all’ideologia futurista. 
E l’esito positivo di tale performance non sarebbe potuto cadere nel vuoto. Al contrario, avrebbe dovuto determinare, anche se subito cosi’ non fu, il riconoscimento di un premio al Fotodinamismo, finalmente in linea con i valori del Futurismo in quanto vincitore della battaglia per la conquista dell’artisticita’ e della dinamicita’ nella raffigurazione del moto. E’ un premio per il Fotodinamismo effettivamente c’è poi stato, sebbene si sia trattato di una ricompensa ufficiale per lo meno tardiva concretizzatasi, soltanto nel 1930, nella pubblicazione di un manifesto dedicato alla fotografia futurista, ideato da Marinetti e Tato, avente lo scopo, si noti bene, di far sempre più sconfinare la scienza fotografia nell’arte pura.
Roma, 19 luglio 2009 
G. Regnani
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Altri riferimenti
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http://www.nimmagazine.it/
http://www.mediazone.info/site/it-IT/TEMI/default.html?canale=Fotografia
http://www.technologyreview.it/
www.sgurz.it/fine
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