[S-fotografie] Digitale Vs Analogico

fabriziocelentano a interfree.it fabriziocelentano a interfree.it
Mar 20 Mar 2007 06:08:07 CET



1) Giorgio Pedretti ha ragione, non si può confondere un articolo di marketing con un test obbiettivo.
A quel livello non si esce dall'antico dibattito fra tifosi della Rollei con Tessar oppure con Planar, che infuriava fra gli ultimi anni 50 e i primi 60. 

2) A parte il fatto che una valutazione di nitidezza si fa col bianconero e non con il colore,  il solo metodo obbiettivo per valutare un sistema ottico o una pellicola o un sensore è l'analisi della MTF (Modulation Transfer Function, in lingua funzione di trasporto del contrasto). Mi spiace, ma senza trasformate di Fourier non so spiegarmi meglio in breve. Poi occorre guardare le caratteristiche sensitometriche. 
  Diversamente le caratteristiche della pellicola e dello sviluppo influiscono in maniera non misurabile, talora capricciosa. 
  Purtroppo non circolano dati riguardanti le MTF dei sistemi digitali e neppure funzioni analoghe alle caratteristiche sensitometriche dei materiali analogici, quindi un confronto solido non si può fare in nessun modo. 

  Si possono spiegare allora i risultati Nikon? 
  No. I possibili motivi della differenza sono troppi. L'immagine prelevata dai sensori è totalmente rielaborata dal software, che ne corregge la tremenda risposta ai colori e, già che c'è, migliora il contrasto ai margini delle aree (quella che una volta si chiamava acutanza). La scarsa qualità delle immagini analogiche, veramente molto bassa, indegna di macchine e obbiettivi Nikon, mi lascia perplesso. È vero che ho notato un certo decadimento della qualità dei materiali, non riesco piú ad ottenere i risultati di una volta, ma con la mia vecchia Olympus e le sue ottiche Zuiko, di solito faccio meglio. A occhio, naturalmente. Comunque mi rifiuto di dare un giudizio con due sequenze tanto diverse: obbiettivo-sensore-software-file, da un lato e obbiettivo-pellicola-sviluppo-digitalizzazione-software diverso senza correzione acutanza-file, dall'altro.  
  Devo aggiungere che sono piuttosto scettico riguardo alla rincorsa dei megapixel. Non è assolutamente detto che un aumento della cosiddetta "risoluzione" (ma la risoluzione non si misura in megapixel, bensí come punto terminale della MTF) comporti un miglioramento della qualità dell'immagine, a ingrandimento confrontabile (ugual dimensione dei pixel ingranditi e osservazione a distanza pari alla diagonale del formato). Si è sempre detto che la risoluzione in linee/millimetro non è un buon indice della qualità di ottiche e pellicole. Anzi, spesso inganna. Inoltre, con la diminuzione delle dimensioni dei singoli sensori (pixel) diminuisce la sensibilità alla luce ed aumentano i fenomeni di intermodulazione (i riflessi interni del materiale analogico). Aumentano pure i pixel ciechi che il software corregge per interpolazione.  

Che fare? Se si vuole il meglio, materiale che serva per esposizioni o pubblicazioni di qualità, l'analogico 6x6 o piú non ha ancora rivali. Non c'è bisogno di MTF per vederlo. Se si vuole una riproduzione da mettere in linea, il digitale basta e avanza, è piú pulito e, alla lunga, piú economico (forse, dipende dall'organizzazione). E non c'è bisogno di 10 megapixel. 

Ma cerchiamo di non ripetere le guerre Tessar-Planar, per favore. Non ci sono ricette definitive. La soluzione ottimale va adattata caso per caso, in funzione degli obbiettivi.

Cordialmente

Fabrizio Celentano




>La lista perdoni i miei accessi.
>
>Abstract:
>messaggio lungo, che tratta di pratica fotografica, di pellicole e di  
>digitale, di software e di credibilità delle fonti, quando esse sono  
>industrie commerciali del settore fotografico.
>
>Testo:
>Nicola, Nicola! In questo modo mi obblighi ad una replica pubblica,  
>te ne rendi conto?
>
>Passi l'indicazione di Lightroom: un po' tardiva (chi scrive ha   concluso da 
>mesi la partecipazione al progetto beta) e un po'  
>promozionale: Marianna Santoni, stimata professionista, dall'etica  
>onesta ma del tutto commerciale, poco o nulla c'entra con questa  
>lista; e dubito persino che qualcuno tra noi possa permettersi di  
>onorare i suoi compensi per apprendere le gioie dell'immagine  
>pubblicitaria con una reflex digitale.
>Mai dire mai, certo. Ma allora forniamo anche i suoi onorari, se  
>vogliamo farle pubblicità (e poi chiediamole una piccola quota da  
>devolvere alla SISF). Non voglio frenare slanci informativi, ma solo  
>aggiungere un commento ad un'indicazione un po' oscura.
>
>Quanto, però, al confronto "Pellicola vs. digitale", vorrei mettere   in guardia 
>il lettore che su questa lista cerchi un aggiornamento,  
>anche tecnologico, sui temi di fotografia ditale; lettore che – è  
>possibile – non disponga degli strumenti di valutazione di un  
>fotografo professionista.
>Nicola Gronchi ci sottopone un articolo di Valerio Pardi, che era un  
>giornalista e per un paio di lustri ha scritto insieme al gruppo di  
>Namias e certo Ando Gilardi dalle colonne di "Progresso fotografico",  
>ma che ora – e mi dispiace per lui e per tutti i transfughi della  
>testata finiti in simile sventura –  ora fa ciò che ad un giornalista  
>costa il tesserino: pubblicità manifesta e retribuita. Ma, appunto,  
>Valerio Pardi non deve essere più un giornalista.
>
>L'articolo è esemplare di un modo falso e scorretto di dare   informazioni in 
>ambito fotografico.
>Qui, purtroppo, diffuse non da un piccolo giornale locale, ma dal  
>distributore italiano di attrezzature Nikon, l'unico autorizzato a  
>farlo: la Nital S.p.a. di Torino.
>
>Passi che, per confrontare pellicola e sensore digitale, si usino   
>esclusivamente fotocamere Nikon, obbiettivi Nikon, software Nikon,  
>scanner Nikon, come se nessun altro al mondo si occupasse di  
>pellicola 35mm o di fotografia digitale (non è proprio così: potremmo  
>partire dalla e dalla A di Arri ed arrivare alla Z di Zuiko per  
>dimostrarlo); passi la metodologia di analisi dei dati e  
>l'impostazione del test, che non solo non hanno nulla di vagamente  
>scientifico e ripetibile, ma nemmeno niente di preciso (incluso  
>confrontare scene simili, ma riprese con ottiche diverse; oppure  
>scene simili, riprese con la stessa ottica, ma valutate in punti  
>diversi dell'immagine); passi che il confronto è fatto senza nessuno  
>strumento, ma solo ad occhio; passi che non viene specificato quali  
>interventi di enfatizzazione e di contrasto sono impiegati nell'uno o  
>nell'altro caso; passi anche un confronto tra mele e pere, ma solo se  
>serva a scoprire che sono diverse: così come, ugualmente,  
>nell'articolo si confrontano sistemi fotocamera-obiettivo che hanno  
>caratteristiche diverse (già: Pardi non lo scrive: ma in fotografia  
>non basta fare un passo indietro per avere la stessa immagine con una  
>pellicola o sensore più piccoli, perché così cambia anche la  
>prospettiva e l'incidenza dei raggi luminosi, il rapporto tra i  
>piani, la dimensione degli oggetti, il rapporto di riproduzione. Se  
>l'obiettivo si sposta, l'immagine è diversa e nessun confronto è  
>definibile. Era un principio noto già a Leonardo.)
>
>Passi pure tutto ciò. Passi anche un articolo, che vuole sembrare   indipendente 
>quando il suo autore l'ha scritto al soldo del  
>committente (e che cosa si vuole che scriva: che non conviene  
>comprare le nuove macchine digitali Nikon perché le vecchie sono  
>migliori? Che conviene rivolgersi altrove?).
>
>Ma non passi che un professionista serio ci propini questa lettura   senza 
>nessun commento o presa di posizione.
>Perché, altrimenti, tutta la categoria di fotografi si riduce ad una  
>schiera di soldatini privi della minima formazione e vittime inermi  
>di una qualunque moda del momento. E non è ragionevolmente così.
>
>Perché non dire mai una verità semplice? Il digitale è arrivato troppo presto e 
>il mercato si è saturato molto  
>prima del reale sviluppo tecnologico. Una pubblicità incontrollata ha  
>gonfiato a dismisura le aspettative, ben prima che l'offerta  
>commerciale fosse in grado di soddisfarle.
>Si badi bene che non è una conclusione mia, ma quella di molti  
>analisti; tra i tanti, giusto per restare unicamente in ambito Nikon,  
>posso citare Giovanni Nizzi, direttore generale di Nital, in  
>un'intervista concessa a Gerardo Bonomo nell'aprile 2006.
>
>Non sta a me dare una risposta definitiva sul confronto tra pellicola   e 
>sensore digitale e non mi pongo come baluardo né dell'una né  
>dell'altra alternativa, ma posso suggerire di dubitare di questi test  
>non scientifici e portare due dati di fatto per suscitare almeno un  
>dubbio: l'arretratezza tecnologica propria di Nikon rispetto agli  
>standard attuali del settore fotografico digitale e le schiere di  
>fotografi che, in tutto il mondo, hanno liquidato i loro  
>affezionatissimi corredi Nikon per rimanere al passo dei colleghi.  
>Qualsiasi fotonegoziante o un giro su eBay possono darne conferma.
>
>La lettura del testo di Pardi mi ha ricordato un analogo di alcuni   anni fa, 
>che converrebbe forse recuperare: la querelle del caffè di  
>cicoria ai tempi del fascismo e la campagna promozionale con cui il  
>regime voleva persuadere gli italiani della assoluta superiorità  
>della cicoria sul caffé. Curiosamente al bar si sentiva chiedere  
>quasi soltanto un "caffè caffè!".
>
>L'autarchia come ultima frontiera dei pubblicitari Nital? A vantaggio dei 
>lettori curiosi e dubbiosi.
>Un caro saluto.
>Giorgio Pedretti
>
>Il giorno 18/mar/07, alle ore 11:23, GRONCHI FOTOARTE ha scritto:
>
>> Salve, > se siete interessati ad un confronto digitale/analogico potete  
>> leggere questo:
>>
>> http://wwwnital.it/experience/digitalevspellicola.php
>>
>> Saluti
>>
>> Nicola Gronchi
>> ___________________________________
>>
>> GRONCHI  FOTOARTE
>>    Imaging Solutions
>>        Via E. Toti, 15
>>   56123 - PISA - ITALY
>>      P.I. 01316660503
>> Tel. Fax +39 050554542
>>   Cell. +39 3477907745
>> info a gronchifotoarte.it
>> fotogronchi a yahoo.it
>> fotogronchi a alice.it
>> http://www.gronchifotoarte.it
>> ______________________________________________________________________ 
>> _
>>
>>
>
>Giorgio Pedretti
>
>Studio fotografico di Giorgio Pedretti fotografia d'architetture e d'interni
>nuove tecnologie per i materiali
>di interesse storico artistico
>
>via Molinetto, 15 - 20094 Corsico (MI) tel. +39 02 4400 755
>fax +39 02 4510 6475
>cell +39 335 590 2825
>giorgio.pedretti a libero.it
>
>–– –– –– –––––––––––––––
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>destinate esclusivamente alla persona o alla societa' in indirizzo.  
>Ogni trasmissione, inoltro, diffusione o altro uso di queste  
>informazioni e di tutti i documenti allegati a persone o societa'  
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>contattare il mittente e cancellare definitivamente la comunicazione.
>
>
>

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