[S-fotografie] Digitale Vs Analogico

Giorgio Pedretti giorgio.pedretti a libero.it
Lun 19 Mar 2007 00:47:44 CET


La lista perdoni i miei accessi.

Abstract:
messaggio lungo, che tratta di pratica fotografica, di pellicole e di  
digitale, di software e di credibilità delle fonti, quando esse sono  
industrie commerciali del settore fotografico.


Testo:
Nicola, Nicola! In questo modo mi obblighi ad una replica pubblica,  
te ne rendi conto?

Passi l'indicazione di Lightroom: un po' tardiva (chi scrive ha  
concluso da mesi la partecipazione al progetto beta) e un po'  
promozionale: Marianna Santoni, stimata professionista, dall'etica  
onesta ma del tutto commerciale, poco o nulla c'entra con questa  
lista; e dubito persino che qualcuno tra noi possa permettersi di  
onorare i suoi compensi per apprendere le gioie dell'immagine  
pubblicitaria con una reflex digitale.
Mai dire mai, certo. Ma allora forniamo anche i suoi onorari, se  
vogliamo farle pubblicità (e poi chiediamole una piccola quota da  
devolvere alla SISF). Non voglio frenare slanci informativi, ma solo  
aggiungere un commento ad un'indicazione un po' oscura.

Quanto, però, al confronto "Pellicola vs. digitale", vorrei mettere  
in guardia il lettore che su questa lista cerchi un aggiornamento,  
anche tecnologico, sui temi di fotografia ditale; lettore che – è  
possibile – non disponga degli strumenti di valutazione di un  
fotografo professionista.
Nicola Gronchi ci sottopone un articolo di Valerio Pardi, che era un  
giornalista e per un paio di lustri ha scritto insieme al gruppo di  
Namias e certo Ando Gilardi dalle colonne di "Progresso fotografico",  
ma che ora – e mi dispiace per lui e per tutti i transfughi della  
testata finiti in simile sventura –  ora fa ciò che ad un giornalista  
costa il tesserino: pubblicità manifesta e retribuita. Ma, appunto,  
Valerio Pardi non deve essere più un giornalista.

L'articolo è esemplare di un modo falso e scorretto di dare  
informazioni in ambito fotografico.
Qui, purtroppo, diffuse non da un piccolo giornale locale, ma dal  
distributore italiano di attrezzature Nikon, l'unico autorizzato a  
farlo: la Nital S.p.a. di Torino.

Passi che, per confrontare pellicola e sensore digitale, si usino  
esclusivamente fotocamere Nikon, obbiettivi Nikon, software Nikon,  
scanner Nikon, come se nessun altro al mondo si occupasse di  
pellicola 35mm o di fotografia digitale (non è proprio così: potremmo  
partire dalla e dalla A di Arri ed arrivare alla Z di Zuiko per  
dimostrarlo); passi la metodologia di analisi dei dati e  
l'impostazione del test, che non solo non hanno nulla di vagamente  
scientifico e ripetibile, ma nemmeno niente di preciso (incluso  
confrontare scene simili, ma riprese con ottiche diverse; oppure  
scene simili, riprese con la stessa ottica, ma valutate in punti  
diversi dell'immagine); passi che il confronto è fatto senza nessuno  
strumento, ma solo ad occhio; passi che non viene specificato quali  
interventi di enfatizzazione e di contrasto sono impiegati nell'uno o  
nell'altro caso; passi anche un confronto tra mele e pere, ma solo se  
serva a scoprire che sono diverse: così come, ugualmente,  
nell'articolo si confrontano sistemi fotocamera-obiettivo che hanno  
caratteristiche diverse (già: Pardi non lo scrive: ma in fotografia  
non basta fare un passo indietro per avere la stessa immagine con una  
pellicola o sensore più piccoli, perché così cambia anche la  
prospettiva e l'incidenza dei raggi luminosi, il rapporto tra i  
piani, la dimensione degli oggetti, il rapporto di riproduzione. Se  
l'obiettivo si sposta, l'immagine è diversa e nessun confronto è  
definibile. Era un principio noto già a Leonardo.)

Passi pure tutto ciò. Passi anche un articolo, che vuole sembrare  
indipendente quando il suo autore l'ha scritto al soldo del  
committente (e che cosa si vuole che scriva: che non conviene  
comprare le nuove macchine digitali Nikon perché le vecchie sono  
migliori? Che conviene rivolgersi altrove?).

Ma non passi che un professionista serio ci propini questa lettura  
senza nessun commento o presa di posizione.
Perché, altrimenti, tutta la categoria di fotografi si riduce ad una  
schiera di soldatini privi della minima formazione e vittime inermi  
di una qualunque moda del momento. E non è ragionevolmente così.

Perché non dire mai una verità semplice?
Il digitale è arrivato troppo presto e il mercato si è saturato molto  
prima del reale sviluppo tecnologico. Una pubblicità incontrollata ha  
gonfiato a dismisura le aspettative, ben prima che l'offerta  
commerciale fosse in grado di soddisfarle.
Si badi bene che non è una conclusione mia, ma quella di molti  
analisti; tra i tanti, giusto per restare unicamente in ambito Nikon,  
posso citare Giovanni Nizzi, direttore generale di Nital, in  
un'intervista concessa a Gerardo Bonomo nell'aprile 2006.

Non sta a me dare una risposta definitiva sul confronto tra pellicola  
e sensore digitale e non mi pongo come baluardo né dell'una né  
dell'altra alternativa, ma posso suggerire di dubitare di questi test  
non scientifici e portare due dati di fatto per suscitare almeno un  
dubbio: l'arretratezza tecnologica propria di Nikon rispetto agli  
standard attuali del settore fotografico digitale e le schiere di  
fotografi che, in tutto il mondo, hanno liquidato i loro  
affezionatissimi corredi Nikon per rimanere al passo dei colleghi.  
Qualsiasi fotonegoziante o un giro su eBay possono darne conferma.

La lettura del testo di Pardi mi ha ricordato un analogo di alcuni  
anni fa, che converrebbe forse recuperare: la querelle del caffè di  
cicoria ai tempi del fascismo e la campagna promozionale con cui il  
regime voleva persuadere gli italiani della assoluta superiorità  
della cicoria sul caffé. Curiosamente al bar si sentiva chiedere  
quasi soltanto un "caffè caffè!".

L'autarchia come ultima frontiera dei pubblicitari Nital?
A vantaggio dei lettori curiosi e dubbiosi.
Un caro saluto.
Giorgio Pedretti





Il giorno 18/mar/07, alle ore 11:23, GRONCHI FOTOARTE ha scritto:

> Salve,
> se siete interessati ad un confronto digitale/analogico potete  
> leggere questo:
>
> http://wwwnital.it/experience/digitalevspellicola.php
>
> Saluti
>
> Nicola Gronchi
> ___________________________________
>
> GRONCHI  FOTOARTE
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Giorgio Pedretti



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