[S-fotografie] microfilm in acetato

PHOTOGRAPHICA photographica a libero.it
Dom 11 Mar 2007 17:51:37 CET


ho visto che se clico “rispondi” non rispondo ad S-fotografie ma ad
indirizzi privati.

Buongiorno!

Nonostante pensi che molti la  indirizzeranno allo stesso  istituto, lo
faccio anch'io. è l'istituto che stabilisce  gli standard per questo tipo di
lavori. Centro Di Fotoriproduzione Legatoria E Restauro Degli Archivi Dello
Stato, via Costanza Baudana Vaccolini, 14, 00153 Roma, 

e-mail: cflr a beniculturali.it.

 

I suoi microfilm sono di acetato di cellulosa  che si degrada lentamente
(per costituzione e per cattive condizioni conservative), si depolimerizza,
ed produce  prodotti gassosi a base  d'acetato. Questi gas sono cataliti
dell'ulteriore decomposizione del materiale: in loro presenza la reazione
chimica aumenta di velocità. Gli stessi gas sono deterioranti gli altri tipi
di materiale fotografico e cartaceo.

 

Gli accorgimenti da attuare per diminuire i danni e rallentare il processo
depolimerizzante) sono:

      l'allontanamento di questo tipo di materiale dagli ambienti dove sono
conservati altri tipi di materiale fotografico e documenti cartacei
importanti, 

      la frequente  (quotidiana) apertura delle scatole che contengono  i
microfilm od altro materiale flessibile. meglio se le scatole rimangano
aperte. la buona aerazione, con aria foltrata, del locale dove andranno
depositati i microfilm. 

temperatura  conservativa ideale 8°C accettabile 18-20°C

umidità relativa          ideale 30%  accettabile 40%  

 

 

Per lo stato di conservazione del materiale si devono vedere(oltre l'odore
che è una caratteristica di questo materiale): se lo strato dell'immagine
presenta delle grinze, se appaiono , all'ingrandimento, molte piccole
"bollicine d'aria", se lo strato delle immagine è ben aderente al supporto o
se presenta distacchi, sollevamenti, bolle, se è molle o polverulento, se in
esso si sviluppano microrganismi e a che grado è lo sviluppo. Poi si deve
vedere lo stato del supporto flessibile: se è ancora flessibile ed elastico
o ormai presenta delle deformazioni plastiche, il grado del deterioramento
delle molecole polimeriche che lo costituiscono che può essere valutato
anche dalla facilità con la quale il supporto presenta tagli e rotture. 

Per la duplicazione analogica può informarsi, anche, ai centri che si
occupano di "restauro e duplicazione" delle pellicole cinematografiche;
penso , per il fatto che la macchina che fa questo restauro - duplicazione
fa un'importante lavoro digitale, posano fornire anche le duplicazioni
digitali, penso,non sono sicuro. 

 

Cause di degrado sono: la presenza di gas ossidanti, come quelli a base di
zolfo o di azoto (che sono i classici gas inquinanti); altri gas che si
sviluppano durante l'asciugamento delle vernici o che vengono emanate da
vernici ed altri materiali che pian piano si deteriorano( come anche la
carta ed altri tipi di materiale fotografico); polveri di tutti i tipi
(anche quelle che si producono durante il rinnovo  dei locali); gli sbalzi
di temperatura ed umidità sono  deleteri, se l'umidità sale si possono anche
presentare sviluppo di microrganismi, rigonfiamento dell'emulsione ,
distacchi e sollevamenti, rammollimento; altra causa di deterioramento per
questo materiale e proprio la luce non filtrata dai U.V.

 

dimitris

 

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