[S-fotografie] Duplicare l'acetato / laboratori di analisi

Fabrizio Celentano fabriziocelentano a interfree.it
Gio 8 Mar 2007 02:57:49 CET


dino2190 a virgilio.it ha scritto:
> Salve a tutti,
>
> da alcuni mesi mi occupo non professionalmente dei 
> microfilm e delle diapositive di una rivista. Vorrei approfittare della 
> lista s-fotografie per farvi delle domande, anche se mi rendo conto che 
> sono domande elementari, probabilmente gi affrontate a livello di 
> riviste specializzate. Vi sarei molto grato anche semplicemente di link 
> o di indicazioni  bibliografiche, cercher poi da solo di continuare la 
> ricerca.
>
> 1)
> I microfilm (che riproducono dei periodici) sono su 
> acetato e dopo aver letto i documenti del Cellulose Acetate Microfilm 
> Forum <http://www.bl.uk/about/collectioncare/acetate/camfintro.html> 
> abbiamo deciso comunque di riprodurli per salvarli. Ma come, su 
> supporto analogico o digitale ? Le grandi biblioteche stanno 
> continuando a microfilmare i periodici o stanno passando 
> all'acquisizione digitale ? C' qualche documento recente e autorevole 
> che metta a confronto i due sistemi: analogico e digitale e faccia 
> qualche previsione per i prossimi anni ? 
>
> 2)
> Esistono dei laboratori 
> in grado di analizzare dei campioni di materiale fotografico per 
> individuare le cause del degrado ? La mia impressione  che ci si 
> affidi all'occhio di un esperto che raccoglie una serie di indizi, 
> come, ad esempio, l'odore di acido acetico, le date sulle confezioni, 
> l'aspetto del materiale e cos via. 
> Mi  stato indicato l' Image 
> Permanence Institute, ma gran parte dei test offerti non sembrano fare 
> al caso nostro:
>
> <http://www.imagepermanenceinstitute.
> org/shtml_sub/srv_testing.shtml>
> <http://www.imagepermanenceinstitute.
> org/shtml_sub/testingprices.shtml>
>
> Grazie in anticipo !
>
> D. Bruschi
>
>
>   
  Carissimo Bruschi,
  le sue domande hanno un senso. Cerco di dire qualcosa in proposito.
1) I microfilm sono stati i primi materiali ad abbandonare l'acetato per 
passare al supporto di poliestere. Il poliestere si identifica 
immediatamente perch  molto pi sottile e flessibile dell'acetato. La 
duplicazione del materiale su poliestere  inutile per il momento, 
quanto alla duplicazione dell'acetato ha senso solo se vi sono chiari 
sintomi di degrado, cosa che non mi  ancora capitato di vedere, a parte 
materiali molto mal conservati.
  Ma il problema dei microfilm non  tanto il degrado del supporto, 
quanto il degrado dell'immagine. Questa  costituita da un precipitato 
d'argento particolarmente fine e quindi pi facilmente attaccabile da 
ossidanti e residui di fissaggio di quanto non sia l'immagine delle 
comuni fotografie. Le microfiches, poi, sono terribili. Ne ho viste 
molte praticamente sbiancate dopo pochi anni. Ve ne sono anche di quelle 
non in argento, ma a base di diazocoloranti, che spariscono solo a 
guardarle.

2) Non conosco laboratori che si occupino specificamente della ricerca 
delle cause del degrado dei materiali fotografici. Qualunque laboratorio 
biologico pu identificare batteri, muffe e parassiti vari che 
attacchino la gelatina. In questo caso non credo proprio che il 
materiale attaccato possa venire recuperato, ma si hanno indicazioni 
certe per l'isolamento del materiale, la disinfestazione dei locali e 
l'arresto del contagio. Le nuove acquisizioni dovrebbero sempre passare 
un esame biologico (aspirazione e analisi della polvere), che 
identifichi la presenza di spore, prima di metterle insieme al materiale 
gi in archivio. Quanto all'aggressione chimica, due sono le cause 
principali: residui di fissaggio e ossidanti nell'aria. I laboratori 
delle ASL che si occupano di qualit dell'aria possono identificare la 
presenza di ossidanti (in particolare ossidi di azoto) nell'aria 
ambiente e nel microambiente delle scatole. Un'analisi accurata 
dell'aria nelle scatole pu servire a trovare tracce di anidride 
solforosa da degrado di tiosolfati e solfiti.

  In ogni caso, sono convinto che, a parte il nitrato, che va conservato 
in scatole ben chiuse per ritardare la decomposizione, tutti gli altri 
materiali devono "respirare" per andare in equilibrio con l'aria 
ambiente, se questa  ben pulita. L'ambiente di conservazione  la cosa 
pi importante.
  Per avere un ambiente sano, occorre isolare i materiali su supporto di 
nitrato e al collodio (anche il collodio  un nitrato). Quindi non un 
solo ambiente ma tre: per materiali su supporto di nitrato, per il 
collodio e per tutti gli altri. Naturalmente ambienti con circolazione 
d'aria indipendente. E attenzione a non mettere l'aspirazione sul tetto 
nei pressi dell'uscita dell'aria circolata o, peggio, di camini di 
caldaie. Sembra un'osservazione stupida, ma mi  capitato ben due volte 
di ammirare pasticci di questo tipo.

  Quanto alla digitalizzazione, ormai tutte le collezioni di riviste 
sono digitalizzate e vi sono progetti di ampio respiro per la 
digitalizzazione a partire dal numero 1. La veterana banca dati Jstor 
ormai ha innumerevoli compagni. Per quanto riguarda la digitalizzazione 
a futura memoria, a me non interessano norme. Importa solo tanto buon 
senso. Immagini .TIFF a risoluzione di almeno 200 pixel/pollice per i 
materiali in formato A4 e simile (con compressione senza perdita di 
qualit), maggiore per i formati pi piccoli e poi montaggio delle 
singole immagini in files .PDF, uno per articolo o capitolo. 200 
pixel/pollice sono sufficienti per un'ottima stampa nel formato 
originale. Questa mia scelta  dovuta al fatto che questi formati sono 
ormai decisamente stabili e quindi non richiedono molta manutenzione. 
Inoltre il .TIFF  il formato principe per la trascrizione dei testi via 
OCR. Dai "master" .TIFF si possono ricavare files .JPEG o .PNG a bassa 
risoluzione (di solito 72 pixel/pollice) per la presentazione su 
schermo. Tra l'altro  difficile che files cos scadenti vengano rubati. 
Naturalmente parlo di testi, non di immagini, e di situazioni nelle 
quali non si intende riprodurre anche la struttura della carta, come nei 
meravigliosi facsimile della casa editrice Octavo http://www.octavo.com/.
  Interessanti gli opuscoli che si trovano sul sito 
http://www.nedcc.org/home.php.
  Veda anche la bibliografia sul sito 
http://www.hrc.utexas.edu/about/conservation/resources/bibliography/
  Fondamentale il sito del Council for Library and Information Resources 
http://www.clir.org/
  Molti cordiali saluti
  Fabrizio Celentano

 


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