[S-fotografie] Boltanski - Comunicato stampa

Laura.Gasparini a municipio.re.it Laura.Gasparini a municipio.re.it
Ven 7 Ott 2005 15:12:13 CEST


Con Christian Boltanski nel sacrario dell¹umanità
L¹omaggio di Reggio Emilia all¹artista francese di fama internazionale:
un¹opera itinerante al teatro Valli e un¹installazione nella chiesa di San
Carlo

³Tutto quello che m¹interessa è come fare in modo che resti la piccola
memoria. Ognuno di noi è molto importante e ognuno di noi scompare?.²
Parole
di Christian Boltanski, tra i maggiori artisti del panorama internazionale,
che ha realizzato personali e collettive da Parigi a Copenhagen, da
Helsinki
a Oslo, da Toronto a Roma.
A lui Fondazione I Teatri, Assessorati alla Cultura e alla Città Storica di
Reggio, nell¹ambito del festival Rec, dedicano un omaggio che per
dimensioni
e importanza non ha precedenti in Italia. Un¹opera itinerante che Boltanski
firma assieme a Jean Kalman e a Franck Krawczyk, pensata e studiata per il
Teatro Valli, dove si svolgerà nei giorni 7 e 8 ottobre (ore 20), dal
titolo
³Tant que nous sommes vivants² (Fin tanto che siamo vivi) e ³Camminando²,
installazione che l¹artista francese dedica ai reggiani e che sarà
visitabile, ad ingresso gratuito, dal 8 al 30 ottobre apertura ore 11-21
eccetto il lunedì 14-21, giovedì chiusura completa nella chiesa di San
Carlo. L'installazione è realizzata con l¹apporto della Fototeca della
Biblioteca Panizzi. Due prime assolute, ma anche due "uniche",
indissolubilmente legate ai luoghi di esposizione. L¹operazione è stata
possibile grazie anche alla collaborazione del Consorzio Cooperative
Produzione Lavoro - CCPL.

Quello di Boltanski, Kalman e Krawczyk è un lavoro sul ricordo. Alcuni
oggetti della vita di tutti i giorni sembrano addensare intorno a sè delle
memorie, le rendono visibili, tangibili; l'artista estrapola questi oggetti
dal loro contesto, li trasforma, li reinventa e li rende monumenti.
Monumento vuol dire lasciare una traccia di sè, della propria civiltà, del
proprio mondo interiore e strappare qualcosa all' oblio del non-essere,
alla
morte.
Quella al teatro Valli è un'installazione ai confini con lo spettacolo
teatrale e l'opera, con la presenza di musicisti, cantanti, fanfara e un
sorprendente apparato scenotecnico che coinvolge tutti gli spazi del
teatro,
dalla sala principale agli atrii, dal ridotto ai palchi. Una ³mostra² dove
è
lo spettacolo stesso ad essere esposto come una unica opera d¹arte e dove
gli spettatori, che saranno fatti entrare un centinaio per volta, potranno
aggirarsi liberamente per i luoghi del teatro, come in una mostra,
diventando essi stessi parte della mostra e dello spettacolo.
La Chiesa di San Carlo ospiterà invece per tre settimane (dal 7 al 30
ottobre) l¹installazione ³Camminando², che Boltanski ha studiato e pensato
appositamente per questo spazio.
Qui trovano nuova vita elementi tratti dalla storia e dallo spirito della
memoria locale, con fotoritratti inediti della Biblioteca Panizzi di Reggio
Emilia, immagini di reggiani dei tempi passati, ai quali il fotografo
Artioli ha cancellato volontariamente i nomi: volti sconosciuti che
diventano tante immagini paragonabili ­ nel pensiero di Christian Boltanski
­ a tante immagini di Cristo, come tante Sindoni. E le centinaia di paia di
scarpe usate, che trovano collocazione nella chiesa, suonano come una sorta
di ex voto, mentre costruzioni in vetro invitano alla riflessione, non solo
sull¹arte.

Info 800-554-222
www.recfestival.it
biglietto teatro: posto unico 7 euro




Nato a Parigi nel 1944, Boltanski è sicuramente uno degli artisti francesi
più interessanti del panorama attuale. Attratto dall¹arte, ha iniziato la
carriera artistica giovanissimo, prima dipingendo grandi tele e poi, dal
1968, abbandonando definitivamente la pittura per orientare la sua ricerca
verso modi espressivi meno tradizionali che utilizzano media e oggetti
trovati all¹insegna di un marcato concettualismo. Pieno di interessi,
realizza cortometraggi, compone veri e finti dossier sulla sua vita,
ricostruisce un incidente, nel quale trova la ³morte², che non gli è mai
capitato, archivia in scatole di biscotti alcuni ³momenti² della sua
esistenza. Il suo rapporto con la fotografia è fondamentale: l¹artista
colleziona ritratti fotografici e, dalla metà degli anni Ottanta, i
contenuti dei suoi lavori sono pervasi dalla coscienza della memoria delle
drammatiche vicende della storia europea durante l¹ultima guerra mondiale.

Jean Kalman, parigino,  Lighting Designer, è un artista delle luci che
vanta
esperienze di primo piano presso l'Opera Nazionale di Parigi, il Teatro
Musicale, il Royal National Theatre di Londra e in molti altri teatri,
festival, concerti in tutto il mondo, dove ha prestato la sua opera per
artisti di fama internazionale.

Nato nel 1969, Franck Krawczyk , ha vinto il primo premio di composizione
al
Conservatorio Nazionale  Superiore di Musica di Lione, ed ha ricevuto
commissioni da l Festival d¹Automne  di Parigi, da Radio France, dal Museo
del Louvre  ed altri.





Maggiori informazioni sulla lista S-fotografie