[S-fotografie] Tra le città d'Europa

Laura.Gasparini a municipio.re.it Laura.Gasparini a municipio.re.it
Gio 17 Mar 2005 12:35:21 CET


                                                     
 Tra le citta’ d’Europa                              
                                                     
                                                     
                                                     






                                                                                                                       
                                                                                                                       
                                                                                                                       
 Continua il progetto “Tra le citta’ d’Europa”: sabato 19 marzo inaugurazione delle mostre di Monica Bulaj e           
 Wolfgang Müller                                                                                                       
                                                                                                                       
 “Tra le città d’europa. il nostro oriente”- Da marzo a maggio mostre ed eventi dedicati alla nuova Europa. Tra i      
 protagonisti Pedrag Matvejevic, Ennio Remondino, Monika Bulaj e Wolfgang Müller.                                      
                                                                                                                       
 Dopo una grande capitale, Berlino, il progetto TRA LE CITTA’ D’EUROPA, volto a promuovere occasioni di incontro       
 tra Reggio Emilia e le città d’Europa, con l’ambizione di rintracciare le radici comuni della cultura europea,        
 prosegue nei mesi di marzo, aprile e maggio con un secondo ciclo di iniziative, promosse da assessorato Cultura       
 del Comune di Reggio Emilia e da Musei Civici, con il contributo di Lekton e CCPL.                                    
 Il territorio compreso tra Baltico e Balcani, che segna il nostro confine ad Est e delinea da sempre lo spazio di     
 incontro e di conflitto tra Occidente e Oriente, crogiolo di culture divenute oggi più che mai decisive per la        
 costruzione dell’identità europea, è il tema di questa seconda rassegna che prevede un programma diversificato di     
 mostre fotografiche ed eventi.                                                                                        
 Parteciperanno personaggi come Predrag Matvejevic’, il maggiore saggista del mondo slavo, che parlerà con il          
 giornalista Ennio Remondino di L’Europa e l’Altra Europa. A questi si aggiungono la fotografa e antropologa Monica    
 Bulaj, il giornalista e scrittore Paolo Rumiz, Gian Piero Piretto dell’Università di Milano, lo scrittore Ilja        
 Stogoff e Paolo Nori.                                                                                                 
                                                                                                                       
 A due mostre è affidata, sabato 19 marzo, l’apertura del progetto “TRA LE CITTA’ D’EUROPA. Il nostro Oriente”. La     
 prima, “Gente di Dio. Viaggio nelle periferie d’Europa”, di Monika Bulaj, sarà inaugurata, alle ore 17.30, nei        
 Chiostri di San Domenico (via Dante 11), e proseguirà fino a domenica 8 maggio.                                       
 La mostra raccoglie centoventi immagini della fotografa e antropologa polacca, frutto di un decennio di viaggi nei    
 microcosmi dimenticati tra Baltico e Mar Nero, fino ai confini del Caucaso. Luoghi che non sono solo le periferie     
 d’Europa ma anche frontiere della spiritualità dove i monoteisti, oggi in conflitto, generano a sorpresa terreni      
 di coabitazione. Luoghi dell’incontro e del dialogo fra culture e religioni diverse.                                  
 La seconda esposizione, “Karat. Sky over St. Petersburg”, di Wolfgang Müller, sarà inaugurata sempre sabato 19        
 marzo, alle ore 18.30, a Officina delle Arti (Via Brigata Reggio 29), e proseguirà anch’essa fino a domenica 8        
 maggio.                                                                                                               
 Il reportage intenso e drammatico del fotografo tedesco Wolfgang Müller racconta la difficile quotidianità di         
 bambini e adolescenti che vivono abbandonati a se stessi nelle strade di San Pietroburgo. Se l’uso di droghe          
 “povere” (come le colle e il lucido da scarpe, da qui il nome Karat) rappresenta spesso un espediente per colmare     
 il vuoto affettivo e l’angoscia di un futuro senza prospettive, la capacità dei bambini di inventarsi spazi di        
 libertà anche nei luoghi più desolati della periferia urbana ne testimonia la speranza. All’inaugurazione             
 interverranno il fotografo Wolfgang Müller, Giovanni Catellani, assessore alla Cultura del Comune di Reggio Emilia    
 e Nicole Janigro, giornalista e saggista.                                                                             
                                                                                                                       
 I Musei Civici propongono “Dagli Urali all’Atlantico. Incontri in Museo con i migranti dell’Europa orientale”, in     
 collaborazione con assessorato Immigrazione e Città multiculturale, Centro Interculturale Mondinsieme, Punto          
 d’incontro Madreperla. L’iniziativa prevede due occasioni di incontro per i migranti dell’Europa orientale, con lo    
 scopo di rendere le sale del Museo un luogo accogliente e familiare anche a persone straniere ospiti della nostra     
 città. Si tratta per lo più di donne (non di rado con di titolo di studio anche elevato) provenienti dall’Ucraina,    
 dalla Moldavia, dalla Polonia, dalla Russia, che a Reggio si dedicano in particolare all’assistenza di ammalati ed    
 anziani.                                                                                                              
 In programma due visite alle collezioni civiche, seguite da un momento di intrattenimento con l’offerta di un         
 rinfresco. Nel primo dei due incontri, giovedì 24 marzo, Roberto Macellari illustrerà il Tesoro romano barbarico      
 di Reggio Emilia, i cui gioielli evocano una fase storica (il passaggio dall’evo antico al medioevo)                  
 caratterizzata da una società fortemente multietnica, nella quale cittadini romani convivevano pacificamente con      
 cittadini “barbari”. La cultura di questi ultimi è efficacemente rappresentata da stupefacenti gioielli di            
 manifattura gota, rinvenuti a Reggio Emilia ma realizzati da artigiani le cui sedi originarie vanno ricercate         
 proprio in quell’Europa orientale (in particolare Ucraina) da cui provengono le migranti dei giorni nostri. Il        
 secondo appuntamento, condotto da Renza Grossi giovedì 7 aprile, prevede una visita alla raccolta di antichi          
 tessuti e costumi della Galleria Parmeggiani. Sarà l’occasione per approfondire le tecniche di confezione di abiti    
 nei secoli passati, comprese alcune lavorazioni particolarmente raffinate che potevano prevedere l’uso della seta,    
 ma anche di fili d’oro e d’argento.                                                                                   
                                                                                                                       
 “Il nostro Oriente” proseguirà con una serie di eventi che, privilegiando il confronto e l’approfondimento,           
 intendono offrire elementi di conoscenza e riflessione sui paesi e le culture dell’est.                               
 Mercoledì 6 aprile, alle ore 21.00, nell’Auditorium dell’istituto Peri, si terrà l’incontro dal titolo “L’anima       
 antica delle Terre di Mezzo”, condotto dal giornalista e scrittore Paolo Rumiz e con la partecipazione della          
 fotografa Monika Bulaj, autrice della rassegna fotografica in corso a Officina delle arti fino all’8 maggio.          
                                                                                                                       
 Mercoledì 13 aprile, alle ore 21.00, a Officina delle Arti (Via Brigata Reggio 29), si parlerà di San Pietroburgo     
 con Gian Piero Piretto, dell’Università di Milano, e con lo scrittore Ilja Stogoff.                                   
                                                                                                                       
 Mercoledì 27 aprile, alle ore 21.00, al teatro Cavallerizza, è in programma un vero e proprio evento. Predrag         
 Matvejevic’, il maggiore saggista del mondo slavo, si confronterà con il giornalista e saggista Ennio Remondino,      
 su “L’Europa e l’Altra Europa”.                                                                                       
                                                                                                                       
 TRA LE CITTA’ D’EUROPA. IL NOSTRO ORIENTE, terminerà giovedì 5 maggio, alle ore 21.00, a Officina delle Arti. In      
 collaborazione con Tramissioni, la rassegna curata da ARCI, lo scrittore Paolo Nori leggerà brani dal suo ultimo      
 libro Ente Nazionale della Cinematografia Popolare: un romanzo composto da quattro film, il terzo dei quali è         
 ambientato su un vagone della Transiberiana da Mosca a Vladivostok.                                                   
                                                                                                                       
                                                                                                                       
 Informazioni: Assessorato alla Cultura, tel. 0522-456249                                                              
                                                                                                                       
                                                                                                                       
 · Monika Bulaj è fotografa, reporter, filmaker. Collabora alla polacca Gazeta Wyborcza, a D, la Repubblica delle      
 Donne, a Io Donna, East, Internazionale e a Courier International. Nel 2003 ha pubblicato Libya Felix, numero uno     
 della nuova collana “Luoghi” della Bruno Mondadori, e nel 2004 il libro sui Rom in Serbia, Le ha ma ja, presso la     
 casa editrice Monti e a cura della Caritas Italiana. Di prossima uscita Storie di donne e lavoro, Alinari 2005. La    
 mostra "Genti di Dio" è stata presentata a Roma, Trieste, Bolzano, Forlì, Budapest, Sofia, Bergamo, Perugia,          
 Cornaredo e Pordenone.                                                                                                
 · Wolfgang Müller, nato nel 1958 a Regensburg, si è avvicinato solo recententemente alla pratica della fotografia.    
 Dopo un'intensa partecipazione a movimenti sociali e dopo il lavoro di artigiano a Francoforte, cerca una via         
 d’accesso nel mondo dell’arte attraverso il teatro e la pittura. Durante un viaggio scopre definitivamente nella      
 fotografia la sua strada artistica. Dal 1997 studia fotografia all’università di Scienze Applicate di Dortmund,       
 dove frequenta i corsi di Arno Fischer, e si diploma a pieni voti in photodesign nel 2002. Tra il 1997 e il 2002      
 ha esposto in diverse sedi in Russia, Germania, Belgio e Francia. Si è a lungo dedicato ad un progetto di             
 documentazione sui senzatetto a Odessa, dal titolo Odessa Final/ Stop, segnalato in Italia al Memorial Mario          
 Giacomelli 2002 come uno tra i migliori lavori presentati, pubblicato nel catalogo del premio ed esposto in due       
 collettive a Brescia e a Milano, presso la Galleria Grazia Neri, nel marzo 2003.                                      
                                                                                                                       
 · Paolo Rumiz, nato a Trieste, inviato de "La Repubblica", segue dal 1986 gli eventi dell’area                        
 balcanico-danubiana.. Ha pubblicato Danubio. Storie di una nuova Europa (1990), Vento di Terra (1994), Maschere       
 per un massacro (1996), La linea dei mirtilli (1993, 1997), Tre uomini in bicicletta, assieme a Francesco Altan       
 (2002), E’ Oriente (2003).                                                                                            
                                                                                                                       
 · Ilja Stogoff, trentaduenne pietroburghese, è autore di Boys don’t cry, romanzo d’esordio recentemente pubblicato    
 anche in Italia (2005). Con scrittura veloce e sensibilità surreale, Stogoff racconta la disperazione ma anche        
 l’energia delle giovani generazioni nella città di San Pietroburgo. In quindici anni, dalla caduta del muro di        
 Berlino, i giovani scrittori dell’Europa orientale hanno innovato la loro grande tradizione letteraria e rivelato     
 uno sguardo privilegiato al futuro dell’Occidente, con il disincanto di chi da tempo ha smesso di sognarlo.           
                                                                                                                       
 · Pradrag Matvejevic', nato a Mostar (Bosnia-Erzegovina), è tra i più importanti scrittori e storici                  
 contemporanei. Docente all'Università di Zagabria e alla Sorbona di Parigi, nel 1992 abbandonò la Jugoslavia, in      
 opposizione alla guerra, e scelse di stare "tra asilo ed esilio": visse prima in Francia e poi in Italia, dove gli    
 venne concessa la cittadinanza "per meriti culturali". Attualmente è professore ordinario di slavistica presso        
 l'università La Sapienza di Roma. Tra i suoi libri, tradotti in varie lingue, ricordiamo: Epistolario dell'altra      
 Europa (1992), Breviario del Mediterraneo (2000), Ex-Jugoslavia. Diario di una guerra (1995), Mondo (Garzanti         
 1996), Tra asilo ed esilio (1998), I signori della guerra (1999), Compendio d'irriverenza (2001), L'altra Venezia     
 (2003).                                                                                                               
                                                                                                                       
 · Ennio Remondino, inviato speciale del TG1, ha seguito le guerre in Iraq, Kurdistan, Bosnia, Albania, Macedonia,     
 Medio Oriente, Afganistan e Jugoslavia. Attualmente, da Berlino, si occupa dell’Europa centro-sud-orientale. Ha       
 pubblicato La televisione va alla guerra (2001), Tutti sporchi comunisti? (2002) e Senza regole. Gli imperi           
 televisivi all’assalto dell’Europa (2004).                                                                            
                                                                                                                       




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